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Films

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Dove sono i “difensori” della vita’?

Dove sono i buoni cattolici che tanto gridano e si dimenano quando si parla di embrione e nutrizione artificiale?
Non vedono e non sentono della morte che riempe il Mar Mediteraneo?
Non sono capaci di aprire anche su questo un “campo di battaglia” ?
Forse non vedono spiragli per lucrare voti all’elettorato bigotto-cattolico?
Dove sono i difensori della vita?
Perchè [...]

Foto di Gaza dopo la folle mattanza

Con tristezza vi segnalo le foto scattate da Andrea e Lorenzo un paio di giorni fa a Gaza dopo il terribile e sadico attacco da parte israeliana.
Clicca sulla foto per accedere alla pagina.

Machan

Tra i piccoli deliziosi film usciti quest’autunno a seguito di festival vari (Pranzo di ferragosto, La Classe), Machan non sfigura affatto e si conquista un posto d’onore per simpatia e semplicità.
Diretto da Uberto Pasolini (già produttore di Full Monty, con cui questo film ha strette analogie) ed ispirato ad una storia vera, il film racconta ordinarie peripezie di migrazione tramite la vicenda di un gruppo di ingegnosi cittadini cingalesi desiderosi di raggiungere l’Europa. Si fingeranno squadra nazionale di pallamano (sport senza alcuna tradizione in Sri Lanka) per giocare un torneo in Germania ed ottenere un visto d’ingresso per una nuova vita. I punteggi surreali che accompagnano le sconfitte della squadra (73-0 o giù di lì), sono soltanto gli echi di una fuga ricca di umorismo e ironia verso l’Italia, la Francia, l’Inghilterra, «dove almeno non si gioca ’sta cazzo di pallamano»; ventitrè persone che ancora oggi le autorità – noi- stanno cercando per le strade delle nostre città.
Il film tratta senza sconti la complessità della migrazione, così come le regole che la vorrebbero amministrare, la complessità della sua posta in gioco -che cosa si perde che cosa si guadagna-, la complessità della propria identità, del non lasciare margini affinché ci venga sottratta la dignità di chi siamo ed amiamo, la complessità degli ostacoli che impediscono la propria affermazione come individui.
Con toni neorealisti, il regista parla di un’umanità ai margini dei margini del mondo, aiutato anche da un cast di attori non professionisti che con leggerezza ed empatia esprimono il coraggio e la disperazione richiesti per lasciare il proprio paese, la spinta irrefrenabile di abbandonare una vita di stenti. C’è spazio anche per raccontare la burocrazia che con un timbro apre o

Into the wild

Francesco P. raccomanda Into the wild. Leggete la sua recensione, la prima da quando ha finito il liceo dice lui! Gli sarà piaciuto proprio molto! A.
Andate a vedere Into the Wild. Raramente capita di imbattersi in film così belli, così densi di emozione visiva e sonora, così carichi di significato. La visione si fa coinvolgimento [...]

Charlie Chaplin – Il grande dittatore

Francesco Piantoni, mi ha inviato un testo che vale la pena di tenere ben presente. Un bel messaggio.
Mi dispiace ma non voglio fare l’imperatore, non è il mio mestiere, non voglio governare né conquistare nessuno. Vorrei aiutare tutti se è possibile, ebrei ariani uomini neri e bianchi, tutti noi esseri umani dovremo aiutarci sempre, dovremmo [...]

Citazioniere

“E l'unica responsabilità che puoi assumerti nella vita è la tua. Ma devi assumertela pienamente."

Etty Hillesum

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